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Mario Roso di Luna

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Scritto da Editore VOPUS   

Teosofo, Scrittore, Artista e Musicista

Mario Roso de Luna, Biografia, Teosofo, Scrittore

Per gli eterodossi, Roso di Luna era un uomo di enorme peso intellettuale. Durante la sua intensa e feconda vita diede sempre segni di una gran generosità di spirito, quello che gli portò a dedicare buona parte del suo lavoro alla divulgazione scientifica.

Nacque il 15 marzo del 1872 e morì il 8 novembre del 1931. Fu figlio unico ed ebbe marcata influenza nella sua educazione, a parte sua madre, di due zie zitellone e dei suoi zii Mario e Manuel, poeta e musicista il primo, ed astronomo il secondo, professione a cui gli sarebbe piaciuto dedicarsi come lo dimostrano scoperte e studi celesti, alcuni noti ed altri no. Chiude il circolo delle influenze familiari il romanziere Felipe Trigo, sposato con una sua cugina a chi non fece mai caso riguardo il fatto di dare un giro alla tematica dei suoi libri.

A 17 anni soffrì una specie di meningite della quale si rimise, già sfrattato, dietro un incontro prodigioso e che narra ancora nelle sue “Memorie Intime”, incomplete ed inedite.

La bibliografia rosoluniana, abbraccia un totale di 22 opere maggiori appartenenti alle sue “Opere Complete”, quattro libri a parte, e multipli opuscoli, romanzi brevi e deliberi che vicino alla gran quantità di lavori apparsi nella stampa dell'epoca sia come collaboratore o redattore fisso, costituiscono per il suo volume e varietà un impressionante sforzo per conoscere in primo luogo, e divulgare dopo, non solo le idee spirituali dell'uomo moderno ma anche le scoperte scientifiche e tecnologiche recenti a beneficio dell'idea dell’Auto-realizzazione individuale e del progresso sociale.

Nella “Biblioteca delle Meraviglie”, collezione de libri teosofisti y tra i quali si trova “Il Libro che Ammazza la Morte”, ci parla della Natura e dei suoi reconditi misteri: caverne incantate, città sotterranee, tesori nascosti conservati dai draghi, la vita nella quarta dimensione e gli esseri che la popolano, eccetera; come buon filologo dava alle sue espressioni una forma mitica.

Nel “Il Tesoro dei Laghi di Somiedo”, si trasforma in autore naturale del principato delle Asturie, con personaggi presi della natura, descrizioni paesaggistiche e appuntamenti archeologici e astronomici. Parla inoltre, in questa opera, della catastrofe di Atlante, di Dio e della Cabala delle Asturie medievale. Il Viaggio Astrale è manifesto in “Da Siviglia allo Yucatan”, facendo in essa interessanti rivelazioni sul continente Atlantideo. E lo studio etnico-mitico delle razze rimane esposte in “Genti di un altro Mondo”; il suo amore per la musica nei libri su Beethoven e su Wagner: “L’importanza della Musica si deve al suo lavoro di modellare l'Anima Umana con un linguaggio Universale”. Il suo antimilitarismo in “L’Umanità e i Cesari”: “L’umanità innalza ai Cesari che l'opprimono e crocifiggono coloro i quali la redimono”. Nel 1905 realizzò il progetto di una scuola modello per l'educazione ed insegnamento di bambini anormali, dimostrando così la sua preoccupazione per i temi sociali. Fece un'analisi profonda dei miti e leggende spagnoli in “L’Albero delle Esperidi” e nel 2º volume delle sue “Conferenze Teosofiche in America del Sud”.

Le sue opere scomparse oramai delle librerie e le riedizioni lente, fanno che l'avere letto una delle sue opere si trasformi in tutta un’avventura ed una scoperta intrasferibile.

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Mario Roso de Luna, Atlante, Viaggio Astrale
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